Categorie
Essenze Floreali

Pruni in fiore

Equinozio di primavera: il momento di perfetto bilanciamento tra le forze dell’oscurità e quelle della luce; il tempo della luce che sgorga dal buio e si espande.

Prunus cerasifera

In questi giorni tutti abbiamo osservato questa luce nella fioritura delle piante. In particolare, volevo soffermarmi sui Pruni, questi piccoli alberi dal fusto e dai rami scuri, quasi neri, dalla fioritura bianca o rosa. Nei fiori di Bach abbiamo Cherry Plum, il Prunus cerasifera, il fiore per chi teme di perdere la ragione e di esplodere senza controllo: esso aiuta a trovare il giusto equilibrio energetico ed emotivo quando lo stress prende il sopravvento su di noi. Il fiore del Mirabolano, com’è chiamato in Italia, è un bellissimo fiore bianco a cinque petali i cui stami prorompono verso l’esterno. Il numero cinque è un numero interessante e nella Medicina Tradizionale Cinese rappresenta il movimento e al tempo stesso l’equilibrio delle energie, come nella sequenza dei 5 Yi Gong (Original Yang Style): dal Legno la forza dell’apertura dell’energia Yang che ci porta verso il cielo, quando questo Yang diventa orgoglio e ci indurisce, ecco l’energia del Metallo che mitiga questa durezza con la malleabilità della visione interiore e la capacità di scendere nelle profondità del nostro animo per discernere il giusto da ciò che non lo è. Quando questo guardarsi dentro diventa chiusura, troppa concentrazione su stessi e null’altro ha importanza, interviene la consapevolezza del Fuoco che riporta leggerezza e interesse nella vita. Quando l’ispirazione del Fuoco rischia di consumare tutta la nostra energia, l’Acqua ci ricorda che dobbiamo affidarci e seguire. E quando l’Acqua ci sommerge con la sua emotività, ecco la Terra, la centratura su cui tutto ruota.

Categorie
Essenze Floreali

La risposta dei Fiori alla Paura

La pandemia da Covid19 ha prodotto una situazione eccezionale che ha avuto un impatto emotivo enorme sulla collettività e ha sconvolto la vita di ciascuno di noi.

L’essere umano si confronta spesso con una sensazione di fragilità e vulnerabilità e l’attuale pandemia ha acuito questa sensazione; la paura, per motivi diversi e con intensità differenti, è stata esperienza di ciascuno di noi.

In questo articolo vi propongo alcune riflessioni sul tema della paura da una prospettiva floriterapica.

Edward Bach ha mostrato una particolare attenzione al tema della paura: scelse, infatti, proprio i rimedi della paura nella sua ultima conferenza a Walligford il 24 settembre 1936, un paio di mesi prima della sua scomparsa, per illustrare al pubblico l’uso dei suoi Fiori. Come mai? Riteneva la paura una tematica di fondamentale importanza oppure pensava che essendo un’emozione comune potesse richiamare l’attenzione di molti? Probabilmente per tutte e due le ragioni.

Bach ribadisce il suo interesse per questa emozione, dedicando buona parte del VII capitolo di Guarisci te stesso, il suo testo fondamentale, alla paura e alle sue relazioni con la malattia.

“In questa epoca la paura della malattia si è talmente sviluppata da dare una grande forza al male, perché, aprendo la via alle cose che temiamo, ne rende più facile l’accesso”.

Come giunge Bach a queste conclusioni?

Per provare a rispondere a questa domanda ripercorriamo le tappe salienti della vita di Edward Bach.

Edward Bach (1886 – 1936) vive e scopre la Floriterapia in un periodo storico che ha molte affinità con quello attuale: in Inghilterra, gli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale sono gravati da forti tensioni sociali e la situazione economica già precaria assume proporzioni devastanti con il propagarsi anche in Europa della Grande Depressione iniziata nel ‘29 negli USA.

Sappiamo dalla biografia scritta dalla sua assistente, Nora Weeks, che Bach inizia la sua carriera medica occupandosi dei reduci della Prima Guerra Mondiale: può, quindi, osservare gli effetti di quello che, oggi, viene chiamato Disturbo Post-traumatico da Stress.

Nora Weeks ci racconta anche della malattia che lo colpisce nel luglio del 1917: Bach sviene sul tavolo di laboratorio per una grave emorragia. Viene operato d’urgenza senza che abbia ripreso conoscenza. Nonostante l’asportazione del tumore alla milza, la situazione resta grave per la diffusione di metastasi: i chirurghi gli prognosticano tre mesi di vita.

Sappiamo che Bach, dopo l’iniziale sgomento, si butta a capofitto nella sua ricerca fino a dimenticarsi dei suoi malanni: tre mesi dopo è in condizioni migliori di quanto non sia stato negli ultimi anni.

La propria sorprendente guarigione gli dà modo di riflettere sulle motivazioni che l’hanno prodotta e lo portano alla conclusione che “un interesse totale, un grande amore, una finalità precisa” siano fattori decisivi per la salute. Queste considerazioni spingono Bach a cercare rimedi che possano restituendo la gioia di vivere, rivitalizzare mente e corpo.

Durante l’epidemia di Spagnola, nel 1918, Bach fu autorizzato in maniera non ufficiale a utilizzare i suoi vaccini per le malattie croniche sulle truppe di alcuni reparti: riuscì a salvare così molte vite umane abbassando in maniera significativa il tasso di mortalità che negli altri reparti era altissimo.

Edward Bach durante la sua intensa carriera medica si occupò di clinica e di ricerca, in campo allopatico e in quello omeopatico: ebbe modo di osservare su di sé, sulla collettività e sui suoi pazienti gli effetti della paura. Le sue considerazioni, frutto dei suoi studi, della sua osservazione clinica e della sua esperienza personale gli permettono di formulare le tesi che espone in Guarisci te stesso.

Le tesi sostenute da Bach saranno confermate dalla successiva ricerca scientifica che proprio a partire dalla fine degli anni ’30 inizierà ad indagare l’influenza che gli stati emotivi hanno sull’insorgenza della malattia e con la diminuzione della risposta immunitaria.

Edward Bach, tuttavia, non si limita al riconoscimento della correlazione tra i sistemi di regolazione dell’organismo umano, ma la supera: la salute si origina da un elemento che non appartiene al piano fisico; essa è il frutto della realizzazione dell’unione tra la natura divina e la natura materiale dell’essere umano, della connessione tra il Sé spirituale e la nostra personalità.

“Poiché certe forme inferiori di vita, come i batteri, possono avere un’incidenza sulla malattia fisica oppure esserne associati, esse non costituiscono che una parte del problema, come si può dimostrare scientificamente o attraverso l’osservazione dei fatti della vita di ogni giorno. C’è un fattore che la scienza non è in grado di spiegare in campo fisico ed è perché certe persone vengano colpite dalla malattia mentre altre riescono a sfuggirla, nonostante sia le une che le altre siano esposte allo stesso rischio di infezione”.

E prosegue:

“Il materialismo trascura il fatto che, al di sopra del piano strettamente fisico, vi è un elemento che, nel corso ordinario della vita, protegge o predispone un individuo nei confronti della malattia di qualunque natura essa sia. Col suo effetto deprimente sulla nostra psiche, la paura genera disarmonia fra il corpo fisico e il nostro corpo magnetico, preparando il terreno all’invasione”.

Più avanti scrive:

“In realtà la paura non ha alcun posto nel regno degli uomini, poiché la Divinità ch’è dentro di noi – che, anzi, siamo noi stessi- è invincibile e immortale”.

Il superamento della paura, per Bach, è un’occasione di crescita interiore ed evoluzione spirituale e la lezione che Mimulus ci insegna è emblematica del suo pensiero.

In Alcune considerazioni fondamentali sulla malattia e la cura Bach descrive i tipi collegati alla malattia e i rispettivi rimedi e associa Mimulus all’Odio: “Il rimedio porta calma e mancanza di paura. Sviluppa la compassione verso la natura, cioè la lezione richiesta. In Libera te stesso, a Mimulus attribuisce la Paura come difetto e la Simpatia come virtù: “Mimulus che cresce ai bordi dei ruscelli cristallini, ti renderà libero di amare la tua vita, insegnandoti la simpatia più gentile verso gli altri”.

Mimulus ci insegna la compassione intesa come comunione autentica con la Natura e la capacità di sentire assieme agli altri, di sentirsi parte del tutto. Il problema è da rintracciare, quindi, nel senso di separazione percepito da Mimulus in disarmonia: la paura che prova è dovuta alla percezione ostile che ha dell’ambiente che lo circonda.

Mimulus è il rimedio per trasformare lo stato di separazione dal Sé superiore ristabilendo un senso di comunione che lo renda libero dalla paura e gli permetta di vivere con entusiasmo e gioia.

Il messaggio portato da Mimulus è estremamente attuale per superare, per trasformare, la crisi causata dalla pandemia. Impauriti e isolati dobbiamo cambiare prospettiva, aprirci, costruire delle reti di solidarietà e partecipazione.

Pratico Tai Chi Chuan e Qi Gong da quasi quarant’anni e lo insegno da circa trenta e per la mia scuola l’aspetto del benessere, del mantenimento della salute, e l’aspetto marziale, di autodifesa e di capacità di restare sulla Via, coincidono, non possono essere disgiunti.

L’indicazione di Edward Bach all’apertura verso gli altri e alla comunione con la Natura, per me, ha un riscontro visibile nella pratica della mia disciplina: l’azione marziale è il riflesso del corretto fluire dell’Energia vitale curativa e diventa efficace solo se resto aperto e lascio che l’energia, il Chi, fluisca liberamente in me. Se mi chiudo, se sono contratto e reattivo, divento vulnerabile all’attacco dell’altro, che questo sia un compagno di pratica, un agente patogeno o influenze avverse. Due modi di esprimere lo stesso concetto di apertura e comunione autentica.

Le parole di Edward Bach, estremamente attuali, offrono conforto e sostegno fornendo una soluzione concreta alla sensazione di vulnerabilità così diffusa.


Meditazione su Mimulus

Categorie
Essenze Floreali Meditazione

Fireweed

Fireweed in riva al fiume

Fireweed (Epilobium angustifolium) cresce nelle zone più fredde dell’emisfero boreale, in Italia la troviamo al di sopra dei 1000 metri di altitudine. Questa pianta è detta anche Erba del fuoco, per il bel colore rosso acceso dei suoi fiori e perché cresce in zone che sono state devastate da incendi e da altre calamità naturali. È la prima a nascere e a preparare il terreno per le altre piante. Questa pianta è fortemente segnata dall’elemento Fuoco. La simbologia del Fuoco, sia nell’alchimia tradizionale occidentale che in quella orientale, è legata alla purificazione e trasformazione. Il movimento Fuoco per la tradizione taoista risiede nella sfera del Cuore sede dello Shen – dello Spirito. Fireweed, come l’araba fenice, ha la capacità di risorgere dalle proprie ceneri. Dove non sono rimaste che macerie e distruzione, Fireweed stimola la rigenerazione delle forze vitali e dà nuovo impulso alla vita.

Meditazione

La musica che vi proponiamo, è ottenuta attraverso uno strumento che traduce in suoni la differenza di impulsi tra la radice e la foglia. Utilizzate questa musica di Fireweed come ausilio meditativo. Posizionatevi nella posizione di meditazione con gli ischi ben appoggiati sul cuscino o la sedia. La schiena dritta, ma non rigida. Portate l’attenzione nel Tan tien inferiore e respirate con calma profondamente. Ogni respiro affondate più profondamente nel Tan tien. Quando sarete calmi e rilassati, assumete la posizione Qi Gong numero 6, e portate la vostra attenzione e il vostro respiro all’interno dello spazio sacro del vostro cuore spirituale. Ogni respiro più profondamente. Fino a che un piacevole calore di irradierà da questa zona. Visualizzate un Fuoco all’interno del vostro cuore spirituale e alimentatelo, bruciando qui, le ferite, i dispiaceri, le relazioni, tutto ciò di cui sentite il bisogno di disfarvi. Man mano che alimenterete il falò della vostra consapevolezza, liberete così energia purificata a disposizione dei vostri corpi energetici. Continuate finché nel vostro cuore sentirete una sensazione di leggerezza e sollievo e il vostro corpo rivitalizzato. 

Categorie
Essenze Floreali

Il canto di Self-Heal

Self-Heal (Prunella vulgaris) del repertorio floreale Fes è un semplice fiore di campo che ci aiuta a riscoprire le nostra capacità di autoguarigione stimolando la  nostra voglia di vivere la nostra vitalità.